
..Ho creduto di vedere e presumendo d’intuire, ho cercato di capire.
affacciandomi ho solo sbirciato da socchiuse porte,
percorso corridoi e strade corte, quei sentieri che ti vogliono veloce e forte,
dove l’audacia contrasta la sorte.
Per capire vita, sentimenti e cose contorte.
Ho creduto di conoscere una canzone senza ascoltarne il testo,
quando poi la vita me ne ha spiegato il senso,
di vedere un particolare scontornandolo dal resto,
mischiando al reale quel che penso.
Accecato da quell’istinto cui nell’attimo fuggente ho sempre attinto,
immaginando un volto nelle ombre di un dipinto e maturando quelle certezze che..
..non mi hanno mai convinto.
Così torno ancora a socchiusi pertugi,
che esploro come grotte o antichi rifugi ed ogni amara scoperta mi spalanca cuore e testa, infine un altra porta .
Ma poco mi importa.
Droghiamo anima con trucchi di ogni sorta, in quella fetta di vita di cui non sazia una torta.
La strada dritta non sempre meglio di una storta.
Oltre le favole ed i c’era una volta, l’immaginario dietro ogni angolo vede una svolta.
In quello specchio, spesso rifletti, ma ora ascolta: solo nello schiaffo del soldato ci si nasconde dietro un dito,
in quelli della vita l’importante è ..aver capito.
Dunque usa la vista e pure l’udito, soprattutto la testa.
Spesso la verità ti ha ferito; il destino è beffardo , vuole convincersi che tu hai capito.
Solo così puoi erigerti a mito , ma se ancor spari nel mucchio e punti un dito…
rimani uno sciocco pulviscolo..
..di questo infinito…
jackmax
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This entry was posted on 8 marzo 2012 at 17:38 and is filed under Books with tags concetti astratti, rime mie, solo polvere. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
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