
Un quadrifoglio, un amuleto, essere depositari di un segreto..
Guardare avanti e non voltarsi indietro o sognando avventure,
appoggiati ad un vetro..
Varco porte di ambizioni cui spesso, accedo dal retro ; quel fiume chiamato destino,
in cui scorri, od osservi dal greto.
Ove lambire amicizie, da rinnegar come Pietro…
Infrangendo così saldi principi, spinti da impietoso concreto..
Abbandono propri e altrui giudizi e chi mi parla dietro,
confido nell’istinto perduto, oltre le cose che vedo..,
Dove attingo energie, dono di angeli lontani dai credo,
emozioni che strenuamente inseguo, dispongo attorno … ed a lor cedo…
Magia o forse solo… regia, nel materializzar pensiero;
nell’influenzare azioni altrui , mentre comodamente siedo..
Come vampiro d’emozioni, nella scena m’improvviso o ingenuamente chiedo..
Spesso in disparte mi astraggo e penso, convogliando affinità con un dito….
ma funziona solo per gli altri, sennò sarei un mito..
Faccio e dico per chi poi, mai chiederei aiuto..
..e rifletto che è strano, la suggestione di un minuto…
Ognun di noi, nel potere di cui ignora l’acuto , crogiola vita stordito ,
o sol distratto da vista ed udito….sottovaluta i sensi lambendo infinito…
… quello che più gli era ambito…
l’attimo fuggente … nell’infinito presente spesso futuro, altre passato..
In questo adesso creduto infinito…
…ieri accadde quel che sol domani..
..avrò finalmente capito..
jackmax
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This entry was posted on 12 febbraio 2014 at 09:20 and is filed under Books with tags libero pensiero, rime mie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
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