confondiamo spesso il traguardo col percorso..
i mezzi per raggiungerlo ed i presupposti di un futuro rimorso..
così prima vengono i finimenti ed il morso..
e poi del cavallo montiamo a dorso..
la sintonia con l’animale implica complicità e simbiosi..
lui avverte capacità e paure degli stati nervosi..
improvvisare equivale a mentire..
sempre diretto è stato il rapporto uomo animale..
essere a cavallo esprime un potenziale..
quello di sentirsi libero e di poter viaggiare..
prima e molto meglio di treni e auto in altre ere..
l’essere umano è stato cavaliere..
le fatiche e la sete dell’uno o dell’altro condivise..
perché di entrambi era il viaggio con o senza divise..
Napoleone o Garibaldi e qant’altri fama arrise..
hanno cavalcato storia e popolazioni invise..
ma senza l’equino sarebbero state figure sbiadite e lise..
cambiano gli uomini gli stati ed i nomi..
eppur sotto di loro i cavalli sono i veri leoni..
ritratti in dipinti o scolpite statue..
perché glorie senza loro chimere fatue..
la libertà un concetto che nasce dal cavallo..
nel galoppo su una spiaggia deserta…
piuttosto che nel sangue di una battaglia aperta..
ancor oggi a cavallo puoi sentir ciò che sogni..
mentre galoppi stringendo i calcagni..
o lo fermi tirando a te i pugni..
e del suo sudore ti bagni..
l’apostrofiamo nobile e raffiguriamo nei disegni..
perché di ogni nostro traguardo lui ha sempre pagato i pegni..
in realtà suoi i nostri regni..
prima di rivoluzione industriale e marchingegni..
ed al cavallo penso..
in quella fuga nell’ abbraccio stretto di un galoppo..
tra sprazzi di sole e spruzzi di mare..
dove tramontano i sogni..
e nasce l’amore..
jackmax


