..Ormai questa sabbia più non brucia e mentre in piedi il riverbero del sole sembra siepe trà l’erbaccia, distanzio piedi , incrocio braccia..
Socchiudo gli occhi mentre ascolto l’ultima brezza ormai bonaccia, rossa come il sole è la mia faccia ed i pensieri miei, verso la notte, come navi in diverse rotte.
Mentre piano ‘orizzonte il sole inghiotte, l’ultimo raggio rinforza il vento, è folata di un momento, che bagna il volto dal sale e lo sgomento.
Lo chiamano “il respiro del sole”, quando si immerge e lentamente muore..
come muore il giorno mentre l’animo dal profondo smuove, ricordi e nostalgie sensazioni vecchie e sempre nuove..
La fine di un giorno come fosse un era, o quella dell’inverno aspettando primavera.
Malinconia che respiri e dentro irrompe, commuove.
Scava impietosa in quella voglia di cose nuove e come pianto di nuvole dentro tuoni e tempeste, alfine piove.
Dentro noi ed in questa terra, marte e venere amore e giove, dunque guerra.
Le nostre azioni frutti, bruciati a volte dall”effetto serra, sognando parigi e la sua pioggerella, londra, la nebbia d’oltremanica, l’inghilterra..
Poi ancora oltre gli orizzonti e vecchi sogni, sbiaditi tramonti dove in cielo gli aerei inseguono un elica..
Quella voglia mai sopita di ogni america, nella quale attingo per farmi una predica.
Questa vita mai piatta forse perchè la terra è sferica, ormai vecchie intuizioni umane miste ad aritmetica e la mia, una trasfigurazione ermetica.
l’imbrunire irrompe nel pensiero e mi riporta al reale, alla pratica e dei raggi e calore del sole ormai , solo la mia fronte sudata e madida.
Custodisco il respiro di un Dio che trattengo in me, come fosse …un segreto di Fatima.