..E’ un atmosfera rarefatta e surreale..
i primi raggi di sole dipingono foschia e brina di un giallo speciale..
che sfuma sui lampioni ancora accesi nel viale..
sono cose belle ma usuali ..
dunque niente di speciale..
infatti le noto distratto ..
senza fermarmi per guardare..
eppure si traducono in versi come fosse cosa normale..
è più forte di me e del mio innato stupore..
ascoltare la mente tradurre vista e pensiero in parole..
così il pensiero torna alle origini del tutto con candore..
..ricordo..
la prima volta fù in ascensore..
no..
..non vi parlo dell’amore..
anche se or che ben rammento ..
il primo bacio fu un bel momento.. ..
spezzò l’imbarazo di leggere assieme..
“portata massima quattro persone”..
e galeotta fù qella cabina piena di passione..
ma l’episodio è un altrro..
un giorno qualunque ..
ma in cui il destino ti tende tranelli..
esco di casa tra pensieri brutti e belli..
e dell’ascensore apro sportelli..
chiudo spingo terra e mi perdo nelle scritte a pennarelli..
mi aspettano i soliti amici..
sempre quelli..
il frigo è vuoto come lo stomaco e niente sui fornelli..
mi specchio passando le dita tra i capelli..
d’un tratto il buio ..
sridio di argani funi e carrelli..
un black out annunciato ed ora qui fermo tra i piani..
..ne ricordo anche i cartelli..
premo l’allarme ..
tacciono i campanelli..
il telefono senza segnale..
rende imposibile mandare appelli..
il verde display dipinge il mio volto torbido ed oscuro..
sembro un personaggio del signore degli anelli..
la situazione è grottesca immagino dame ..
.. vecchi castelli..
poi la mente và ad un vecchio film con Sordi e la Sandrelli..
“quelle strane occasioni”..
ma qui siamo io ed un vecchio portaombrelli..
ci vorrebbero arnesi ..
pinze e martelli..
il telefono è di quelli di un tempo..
niente musica video o giochi belli..
i pensieri si susseguono come se invece di uno..
avessi cento cervelli..
così comincio a pigiare sui tasti veloce coi polpastrelli..
nascono frasi che volano sulle ali di uccelli..
si incastrano rime spontanee manco fossi Trilussa o il Belli..
scrivo del tutto e del niente ,,
getto i pensieri come vecchi fardelli..
e come fossero accordi le rime..
li ascolto riflettersi come echi tra vetrine..
li cambio mi fermo ..
riparto e le metto a tempo..
le mie dita veloci come il vento
descrivo la solitudine ed il buio..
ed in questa gabbia tra il cemento..
mi passa il nervoso e torno contento…
ma ecco luce e rumore..
d’improvviso mi muovo..
come dopo il fulmine arriva il tuono..
salvo il messaggio mi sgranchisco dandomi un contegno..
erano le ultime ore di un maggio ormai giugno..
è sembranto un momento ..
ma son passate ore..
esco e mi sento diverso tra la vita ed il suo rumore..
“ma dove vado a quest’ora?”..
mi chiedo tornando normale..
ho già avuto la mia serata eccezionale..
così tiro fuori il cellulare..
rileggo tutto come fosse un libro o un giornale..
la vita mi ha insegnato che niente mai..
è tale e quale..
ora salgo a casa….
….ma prendo le scale…
jackmax