Andasti via, senza mai capire quello sguardo nella fretta, un lampo nell’ipocrita bugia, in quegli occhi pieni di malinconia..
Tu ed io senza un noi nei tempi dove non esiste un poi; pensieri d’un improbabile ieri chiamato mai, lontani nelle terre pronti a condividere guai..
Due bambini a progettar furti di merende, nel dimenticarsi le fatiche di essere grande, divenuti all’improvviso la cosa più importante..
Strenui amanti di vita…. da desiderarne tante..
Volar via con cuore e mente un istante, come Platone senza staccar piedi ne gambe, sogno, o forse primavera che non ha conosciuto estate, senza rancori o nostalgie per le cose andate..
Lunghe e nuove strade or da percorrere, forse evitate, osservando il tempo scorrere…
lasciando guerre e rovine sparir da specchi ed un parabrezza ad incorniciar fantasia nei tuoi occhi..
Tienimi dentro …gabbia di sogni, mentre volgi il pensiero a momenti importanti , senza lucchetti ne porte i prossimi istanti..
Sole d’agosto, afa e caldo atroci, che sfuggo in giardino, tra innaturali silenzi rotti da una o mille voci.
Solo io ascolto, perché dentro me parlano, accavallandosi come gambe di donne sedute, suoni e colori vivaci, dopo flebili candele e fioche preci.
Intanto pensi ed odi la tua voce, eppure taci ed è come quando apri gli occhi mentre baci.
Tra futuro, presente e ricordi felici, strade vuote e lampioni spenti. La mente indaga sulla notte e sui sentimenti.
Pensiero si insinua malizioso e scava, oltre la lingua che mordi tra i denti, adesso solo, ma anche tra genti, immagina scenari e passioni ardenti.
Una estate che non muore ad agosto e con cui fare i conti, sogni e speranze mai dome precluse da ponti, i progetti ed i riscontri.
L’incoscente ottimismo porta via entrambi, verso ambizioni di torbidi incontri,
Fughe d’amore sbocciate negli altri, in questi o altri tempi, spazi ristretti e gesti scaltri osservo distante, dal mio cuore che mente.
Un pensiero costante che da mente è distante, eppur è schiavo e padrone di ogni piccolo infinito istante.
Trovar magia nell’insignificante, saggio forse, quanto imprudente.
E dall’infinito torno al presente, accarezzo suggestioni di una spiaggia proibita , una lei senza niente, eppure sono in mezzo la folla e sconosciuta è la gente
Senza volto ne nomi le voci, che scalze rincorrono sogni, carezze truccate da pugni, impellenze o bisogni , che il pensiero urla mentre borbotti e quasi mugugni.
Un qualcosa che non spengi, che ti insegue mentre mangi, di cui spesso non ti accorgi.
Quel domani un altro oggi, è passato al quale più non ti appoggi, dove pensieri liberi da tempo e sciocchi rimpianti, fanno gran viaggi.
Elucubrazioni e sensuali vaneggi, oscuri messaggi e desideri
selvaggi; dalla pelle al cuore, segni indelebili..oppure miraggi..